Credo che sia una domanda che tutti ci siamo posti all’inizio. Se secondo te ha ancora senso aprire un blog nel 2019 ed hai deciso di proseguire in questa avventura allora, forse, ti starai chiedendo da dove iniziare.

Il posto giusto per aprire un blog online, ovvero detto in altri termini: dove diavolo si apre un blog o in generale un sito web?

Non è così semplice rispondere a questa domanda, dipende molto da quello che vuoi farci.

Fermi tutti: con cosa vuoi fare il tuo blog?

Per darti il consiglio più giusto possibile devo sapere una singola cosa.

Con che strumento vuoi creare e gestire il tuo sito web?

Le possibilità, in sintesi sono due:

  • vuoi scrivere il codice a mano
  • non vuoi mettere mano al codice

Se vuoi scrivere a mano il codice

Se vuoi mettere mano al codice sappi che devi studiare molto bene come funziona l’HTML che darà la struttura e l’impaginazione dei tuoi contenuti, dovrai sapere anche il CSS che si occuperà di abbellire le pagine ed il JS che invece le renderà dinamiche e sicuramente più funzionali.

Per far funzionare un sito statico, ovvero un sito web che non dispone di un database a cui richiedere i contenuti, non c’è bisogno di moltissime risorse lato server e quindi potrai sicuramente basarti su soluzioni low-cost senza preoccuparti molto delle spese per l’hosting.

Se NON vuoi mettere mano al codice

Il discorso cambia molto se il blog o il sito web li vuoi disponibili da subito senza mettere mano al codice. In questo caso, anche se non è sempre detto, il sito probabilmente sarà dinamico e quindi si dovrà servire di un database a cui richiedere le informazioni. Le aziende di hosting, in questo caso, come soluzione propongono WordPress. Si tratta di uno dei CMS più apprezzati ed usati nel mondo. Viene fornita un’interfaccia grafica dalla quale gestire i contenuti senza mettere necessariamente mano al codice. In questo caso il prezzo dell’hosting varia da quello di cui hai bisogno.

Detto questo, ora possiamo continuare

Decisa la metodica con la quale vuoi procedere possiamo iniziare a rispondere alla domanda principale.

Ci sono tre soluzioni che consiglio per chi vuole iniziare:

  • Altervista
  • Netlify / Stackbit
  • Godaddy o comunque hosting condivisi economici

Altervista: per partire a costo zero

Altervista è un portale italiano che ti consente la creazione di un account nella quale potrai avere un po’ di spazio web e di database con tutto il necessario per partire sia per un sito statico che per un sito dinamico.

Quando ti vai ad iscrivere Altervista ti chiede di scegliere un nickname che corrisponderà al nome del tuo sito web nel dominio di terzo livello che ti verrà assegnato gratuitamente.

Se decidi di iscriverti chiamandoti pincopalla,
allora avrai un dominio di terzo livello che sarà: pincopalla.altervista.org

Puoi acquistare il dominio di secondo livello (ad esempio pincopalla.it) ma Altervista non usa i giusti accorgimenti per assegnare il dominio all’account. Servendosi del Cloaking (dall’inglese, mascheramento), Altruista “manipola” il tuo sito per apparire differentemente agli occhi di Google che come risposta finire per penalizzare sia il dominio di terzo livello, che quello di secondo facendo potenzialmente perdere moltissimi visite al sito.

Su Altervista in ogni caso sono presenti tre CMS che puoi usare per creare un sito dinamico: WordPress, Drupal e PhpBB (che però si usa per i forum) tutti disponibili gratuitamente e senza limitazioni.

Ti consiglio però di spostarti da Altervista per risultare più professionale e non avere limitazioni neanche sullo spazio web, le richieste al database o al processore, in favore di hosting condivisi o vps.

Stackbit: sito dinamico a basso prezzo

Stackbit è un qualcosa di veramente spaziale. Se non vuoi avere un database e disporre di un sito statico pienamente funzionante probabilmente si tratta dello strumento che fa al caso tuo.

Mi piace pensare a Stackbit come ad un collante.

Il Tool non fa altro che unire fluidamente contenuti, template grafico, hosting e particolari CMS statici. Il tutto, gratuitamente, anche se alcuni CMS o alcune funzionalità potrebbero non essere disponibili a costo zero.

I CMS attualmente supportati da Stackbit sono:

  • Forestry
  • NetlifyCMS
  • Contentful
  • DataCMS

In arrivo invece Prismic e Sanity.

L’hosting si basa su Netflify e la sincronizzazione dei contenuti su Github, il primo ti permette di avere il sito web online, il secondo invece ti permette di avere il sito sincronizzato ad ogni modifica. Il che non rende dinamico il sito web perché non viene generato dinamicamente ogni volta che un utente lo visita ma viene creato staticamente una sola volta ed aggiornato alla modifica dei contenuti, non in base alle visite.

Anche Netlify offre il suo servizio gratuitamente, anche qui inoltre è possibile registrare o trasferire un dominio di secondo livello a nostra scelta. Questa volta però le cose vengono fatte per bene, usando i DNS per gestire il tutto.

Il costo di un dominio è veramente molto basso, nella maggior parte dei casi parliamo di costi inferiori ai 15€ all’anno.

In alternativa possiamo continuare ad usare i domini di terzo livello, modificabili gratuitamente, all’infinito e a piacere che Netlify genera per noi nel formato testocasuale.netlify.com

Hosting Condivisi: un investimento in grado di farci iniziare col piede giusto

Gli hosting condivisi a pagamento sono il passo successivo ad Altervista. Oltre a darti un aspetto più professionale fin da subito dato che il dominio di secondo livello è obbligatorio, gli hosting di questo tipo ti consentono anche di avere più strumenti a tua disposizione. Certo, le limitazioni rimangono e potrebbero farsi sentire ma l’aria che tira rispetto agli ambienti gratuiti è tutta un’altra cosa.

L’hosting italiano low-cost per eccellenza è Aruba, con soli 12€ all’anno (nel piano Hosting Linux Basic) puoi avere tutto il necessario per partire. Non sei nemmeno vincolato ad avere un specifico CMS come WordPress. Se vuoi puntare tutto su un blog senza pensare alla configurazione tecnica c’è sempre l’hosting WordPress Gestito che parte dai 79€ / anno.

All’epoca, quando ancora i miei siti erano su hosting condivisi, mi trovai benissimo su Godaddy. Gli hosting tradizionali partono dai 3€ al mese, quelli WordPress (per i blog) partono da 7€ al mese. Quello che mi ha fatto scegliere Godaddy rispetto ad Aruba è stato il Supporto Tecnico che in lingua Italiana ed in pochissimo tempo è sempre riuscita a risolvere i miei dubbi più complessi.

Se vuoi avere un marcia in più dovresti passare agli hosting privati virtuali, comunemente chiamati VPS sono ambienti più performanti e sicuri che però vanno saputi gestire sia tecnicamente che finanziariamente. Ne riparleremo più avanti ma una azienda posso già suggerirtela. Digitalocean.

Per iniziare Aruba, GoDaddy e simili vanno tutti benissimo, con meno di 60€ all’anno avrai in mano un hosting e il nome a dominio del tuo sito (che poi però dovrai pagare a parte).

Assolutamente da evitare ad ogni costo WordPress.com. L’azienda offre unicamente WordPress come CMS ma non si tratta della versione libera “WordPress.org”. Le limitazioni in questa azienda si fanno sentire tantissimo, i piani a pagamento man mano sempre più costosi tolgono tutte le barriere del caso ma ad un prezzo estremamente salato.

L'autore Massimiliano

Ciao sono Massimiliano. Ho 21 anni e studio informatica all'università. Tra un esame e l'altro scrivo articoli sulla tecnologia e sul mondo del web nei miei due blog, MassiFormentin e PcGenius.

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